Risparmiare in casa: come fare l’orlo dei pantaloni

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Esiste una schiera di supereroi dimenticati ma importantissimi: fanno ripartire la caldaia, sanno come fare l’orlo dei pantaloni, svitano l’inamovibile tappo di un barattolo. A costoro, impegnati 24 ore su 24 nel campo della casa, va tributato un onesto grazie: magari hanno lasciato alle spalle i loro anni verdi, magari accettano il proprio ruolo di malavoglia, eppure senza l’intervento di questi prodi i piccoli inghippi domestici si gonfierebbero a diventar tragedie.

E’ il caso di Titty e Flavia, casalinghe anomale e autrici del recentissimo “Si può fare”, bibbia della vita domestica e del risparmiare in casa. Riporta il Corriere della Sera:

Il successo di Titty e Flavia racconta anche una splendida storia di come due donne non più nel fiore degli anni abbiano saputo reinventarsi attraverso la creatività unita a un uso intelligente della tecnologia.

La parabola di Titty e Flavia può essere d’ispirazione per casalinghi e casalinghe alle prese con conflitti domestici apparentemente insolubili. A questi supereroi casalinghi, e a chi voglia prenderne il manto, è dedicata questa guida su come fare l’orlo dei pantaloni.

titti e flavia sanno come fare l'orlo dei pantaloni

E’ mattino, mancano poche ore al matrimonio di tuo fratello, provi l’abito più per scrupolo che per necessità e scopri che i pantaloni si spalmano sul nuovo paio di scarpe arrampicandosi fin sotto la suola: tirare il cavallo verso l’alto non serve, urge un intervento. In questi e altri casi, non c’è tempo di correre dal sarto (che non visiti da anni per risparmiare in casa), né di telefonare alla mamma (che pure lei ha da prepararsi per il matrimonio). In questi frangenti occorre sapere come fare l’orlo da pantaloni e, se non lo sai tu, te lo spieghiamo noi.

Quanto deve essere lungo l’orlo?

1. Scuci il vecchio orlo. Prima di apprendere come fare l’orlo dei pantaloni impara a rimuovere il vecchio. Impugna un taglia asole, un coltellino o una forbicina per unghia e fai scorrere la lama tra la gamba e il vecchio orlo. Facendo attenzione a non lesionare il tessuto e a non tirare il filo, lascia scorrere la lama dividendo i due lembi: accompagna il movimento tirando il filo man mano che procedi.

2. Inforca i pantaloni. Non si può determinare in astratto la lunghezza dei pantaloni. Indossali e calza le scarpe con cui poi li abbinerai. Non pensare nemmeno a misurarli coi piedi scalzi perché altrimenti finirai a passeggiare con l’orlo sotto i piedi. I pantaloni di un abito andrebbero provati con le calzature loro designate perché le scarpe più formali non possono far a meno di un certo tacco.

3. Determina la lunghezza adatta. Ripiega i pantaloni verso l’interno iniziando dal tacco e avanzando verso il fronte: fai in modo che l’orlo si adagi sulle scarpe senza arricciarsi. Passeggia per la stanza e prova come senti i pantaloni al ginocchio e al tallone. Una volta definita la lunghezza giusta, ferma l’orlo con degli spilli e rigira la gamba in modo da portare l’interno a vista.

Taglia e cuci (o incolla)

1. Misura l’orlo. Chi sta cercando di capire come fare l’orlo dei pantaloni farà bene ad aprire le orecchie e sgranare gli occhi, perché questo è il momento più drammatico. Recupera un righello o un metro da sarto e misura la distanza tra cavallo e orlo su entrambe le gambe: bada bene che coincidano, quindi fissa l’orlo con altri spilli.

2. Preparati a stirare. Un secondo momento di ambasce per gli incompetenti nei lavori domestici: trova un ferro e portalo a una temperatura adatta al tessuto dei tuoi pantaloni. Passalo sull’orlo per fissare la piega assicurandoti che il taglio sia dritto.

3. Taglia. A te, che ignoravi come fare l’orlo dei pantaloni, a te tremano ormai le mani. Ma non temere, perché questo è solo l’inizio. A 3 cm dalla piega della stiratura traccia una linea con gessetto da sarto che corra tutt’intorno alla gamba. Premurati di rimuovere gli spilli e inizia a tagliare lungo la linea, possibilmente impugnando delle forbici a zig-zag come queste. Mentre ti lavori le due gambe, bada a tagliare con calma e decisione, senza avvicinarti troppo al bordo. Una volta completata l’operazione chirurgica preparati alla sutura fissando il tessuto con spilli infissi a 2 cm dal bordo.

4. Cuci. Prega che nel necessaire di casa sia custodito un filo dello stesso colore dei pantaloni, passalo nella cruna dell’ago e inizia a fissare l’orlo alla gamba con un punto cieco, un tipo di punto che è lungo su un tessuto (l’orlo) e corto nell’altro (la gamba). Quando piazzi il punto sulla gamba prendi al massimo due fibre, così che il lavoro risulti invisibile dall’esterno. Prosegui imperterrito fino a tornare al punto di partenza, quindi annoda il filo e taglialo con le forbici. Passa infine all’altra gamba.

4 bis. Incolla. Se svieni alla vista di una siringa e rifuggi le punture, lascia da canto ago e filo per armarti di nastro termoadesivo (lo trovi qui). Taglia una fettuccia di nastro termoadesivo, apri la piega, adagiavi il nastro, togli la pellicola in carta, quindi allinealo con la piega della stiratura. Continua ad applicare il nastro tutt’intorno alla gamba e piega il pantalone al termine dell’operazione; ripeti sull’altra gamba.

5. Stira. Hai tenuto il ferro in caldo? Copri la gamba con un panno sottile e applicalo al tessuto per alcuni secondi, quindi rimuovi il panno e prosegui a stirare il tessuto sottostante, controllando di tanto in tanto che la fettuccia si sciolga e faccia aderire il due lembi. Continua a stirare, quindi passa all’altra gamba.

6. La prova finale. Eccoti giunto al test definitivo: ammira il prodotto delle tue fatiche! Calza i pantaloni e verifica la lunghezza camminando avanti e indietro per la stanza. Se trovi delle irregolarità e hai usato ago e filo, ti tocca scucire e ricucire; se hai preferito il nastro termoadesivo, puoi buttare i pantaloni nell’asciugatrice e sperare che la fettuccia si secchi in tempo per il matrimonio.

Che sia stato un successo o un fallimento, meriti i nostri complimenti: a questo punto hai ormai appreso come fare l’orlo dei pantaloni e salutato garbatamente il sarto. Anche questa volta, anche se si tratta di qualche euro, sei riuscito a fare un minimo di economia e a risparmiare in casa.

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