Moda consapevole: il Report 2020 ci dice cosa cercano i consumatori online

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Moda consapevole: il Report 2020 ci dice cosa cercano i consumatori online

Il Report 2020 sulla moda consapevole (2020 conscious fashion report) viene pubblicato dalla più grande piattaforma di ricerca sulla moda, Lyst (www.lyst.it). Elaborato in collaborazione con l’associazione Good on you, che guida i consumatori nelle loro scelte di acquisto (valutandone l’impatto su persone, ambiente ed animali), svela quali sono i prodotti più ricercati dai consumatori sul web. Quest’anno il report conferma che la sostenibilità è ormai una tematica sempre più importante per il pubblico. Il report è stato stilato prendendo in analisi i dati della piattaforma Lyst, il volume delle ricerche, le pagine visitate, il tasso di conversione e le vendite realizzate su Google. Allo stesso modo, si è tenuto conto sia della copertura mediatica globale sia delle della presenza sui social media.

 

Come sta cambiando la moda

Negli ultimi anni anche l’industria della moda, tra le altre, sta lavorando con maggiore concretezza per ridurre il proprio impatto ambientale e sociale. Anche e soprattutto il consumo sta cambiando: sono sempre più numerose le voci (più o meno autorevoli) in aperta opposizione al meccanismo del cosiddetto “fast fashion”. Il consumo di abbigliamento sostenibile è un trend in crescita al quale anche le griffe più note stanno rispondendo in maniera puntuale abbandonando le pellicce e scegliendo materiali alternativi (come nel caso di Prada) o diminuendo il numero annuale di collezioni (come Gucci).

Articoli di moda frutto di un riuso creativo, abiti di seconda mano e capi provenienti da un’industria della slow fashion stanno acquistando sempre più considerazione tra i consumatori del web.

Secondo il Report sono in netto aumento le ricerche di pelle vegana (oltre 33mila ricerche al mese). Invariate le ricerche con parola chiave “falsa pelle”. L’industria, in questo senso si sta attrezzando per proporre materiali sempre più innovativi e sempre migliori: dai biomateriali (fatti con scarti delle mele o del vino) alle diverse tipologie di “pelle” vegetale. Per contro le ricerche per pelle e pelliccia vera, invece, sono in calo.

Anche le ricerche di tessuti ecologici come cotone organico e derivati dalla plastica riciclatasono aumentate così come le ricerche con la parola chiave “biodegradabile”.

I prodotti più desiderati

Sneaker e denim tra i prodotti più richiesti insieme ai gioielli riutilizzati (più 90 per cento) ed etici (più 60 per cento).

Le ricerche per eco t-shirt ed abbigliamento sportivo sostenibile hanno ormai raggiunto i massimi storici ed aumentano anche le richieste di piumini sostenibili, giacche di pelle vegan e costumi da bagno ecologici.

Stando ai dati elaborati dal 2020 conscious fashion report, inoltre, le donne si sono mostrate decisamente più sensibili degli uomini al tema della moda sostenibile. Le ricerche per abbigliamento femminile, infatti, sono state più alte del 45 per cento rispetto all’abbigliamento maschile. I paesi più attivi nella ricerca di prodotti sostenibili sono: Danimarca ed Australia.  Germania, Spagna e Francia hanno dimostrato un trend simile per la richiesta di capi vegan, cruelty-free e prodotti con materiali riciclati. L’Italia, invece, ha registrato soltanto un incremento del 20 per cento nelle ricerche rispetto all’anno precedente: il maggior traffico italiano proviene dalla regione Lombardia attraverso l’uso della parola chiave pelliccia ecologica, anche se negli ultimi mesi si sta registrando parallelamente un aumento del 64 per cento nelle ricerche di moda riciclata.

Come sta cambiando la domanda

Lo spaccato che illustra il Report 2020 sulla moda consapevole è quello di una maggiore consapevolezza diffusa tra i consumatori odierni. Le ricerche, che non necessariamente si convertono in vendite, dimostrano un interesse verso il settore green in forte crescita. Con l’affacciarsi di nuovi brand sostenibili, ma soprattutto grazie alla maggiore attenzione dimostrata dai marchi già conosciuti, i consumatori stanno cambiando il loro modo di pensare. E ci auguriamo che, presto, possano cambiare anche le loro abitudini di consumo.

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