SuperSalute: Latte UV, un “novel food” contro la mancanza di vitamina D

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Latte UV, un “novel food” contro la mancanza di vitamina D

Latte trattato con i raggi ultravioletti. Proprio così: non si tratta di una boutade dell’ultimo minuto, ma una decisione della Commissione europea che ha recentemente autorizzato l’immissione sul mercato di latte sottoposto ai normali processi di pastorizzazione e successivamente trattato con gli UV. In parole povere, il prodotto potrà iniziare ad essere venduto al dettaglio, sui banchi di negozi alimentari, mercati e supermercati.

Si tratta in buona sostanza di un cosiddetto “novel food”, un nuovo alimento la cui immissione sul mercato è disciplinata dal Regolamento CE 258 del 1997 che distingue 4 categorie di nuovi prodotti e di nuovi ingredienti alimentari così composte:
1. prodotti e ingredienti alimentari con una struttura molecolare primaria nuova o volutamente modificata
2. prodotti e ingredienti alimentari costituiti o isolati a partire da microrganismi, funghi o alghe
3. prodotti e ingredienti alimentari costituiti da vegetali o isolati a partire da vegetali e ingredienti alimentari isolati a partire da animali
4. prodotti e ingredienti alimentari sottoposti ad un processo di produzione non generalmente utilizzato che comporta cambiamenti significativi del valore nutritivo, del loro metabolismo o del tenore di sostanze indesiderabili.

Tutti i prodotti appartenenti alle 4 differenti categorie, per essere immessi nel mercato, devono soddisfare i medesimi criteri:
 non devono essere rischiosi per il consumatore
 non devono indurre in errore il consumatore
 non devono differire da quegli alimenti che sono destinati a sostituire così da non comportare svantaggi nutrizionali.

milk tester

La valutazione e l’autorizzazione si basa di solito sul parere scientifico dell’EFSA, l’autorità europea sulla sicurezza alimentare che contribuisce a proteggere consumatori, animali e ambiente dai rischi legati agli alimenti, oltre ai test per verificare la sicurezza previste dalla legislazione comunitaria. L’iniziativa per valutare questo prodotto è partita dall’Irlanda, e l’EFSA ha per l’appunto espresso parere favorevole, considerando il latte trattato con UV “sicuro alle condizioni di uso proposte”.

Ma quali sono i benefici per la salute di questo “nuovo alimento” rispetto al latte che consumiamo tutti i giorni?

Niente di esoterico o di particolarmente strano: il latte pastorizzato e poi trattato con UV ha un contenuto di vitamina D maggiore, ovvero della vitamina liposolubile la cui carenza è una delle principali cause di rachitismo in tutto il mondo, una malattia dell’età pediatrica causata da un difetto di formazione dell’osso che colpisce uomini e animali nei primi mesi di vita. Sulla “quantità significativa” della vitamina in questione la Commissione Europea rimanda alle definizioni del Regolamento UE n. 1169/2011, invitando a “informare in modo adeguato il consumatore della presenza ottenuta attraverso il trattamento con raggi UV”.

In etichetta potrà comparire la dicitura “Latte contenente vitamina D risultante dal trattamento con raggi UV”. Il latte viene ottenuto attraverso una tecnica di trattamento con UV-C per il controllo microbiologico degli alimenti chiamato SurePure. Tale tecnica viene già applicata con successo – in alternativa all’anidride solforosa (SO2) – per inattivare microrganismi presenti in acqua, succhi di frutta, latte e alimenti liquidi. Nel settore enologico viene utilizzata con ottimi risultati in prove su culture di batteri e lieviti contaminanti inoculati artificialmente in mosto e vino.

Ma è necessario comunque fare attenzione, perché un’eccessiva esposizione ai raggi UV può dare al latte un sapore particolarmente fastidioso. Il nuovo latte per il momento dovrebbe essere commercializzato in Gran Bretagna e, in futuro, potrebbe essere proposto anche in Italia.

Come affermava lo scienziato Usa di origini ungheresi Albert Szent-Györgyi, Nobel nel 1937 per la Fisiologia e la Medicina grazie alla scoperta della vitamina C, «una vitamina è una sostanza che fa sentire malati, se non la si mangia».

giorgio-cavazziniGiorgio Cavazzini, giornalista professionista, è direttore del magazine online di salute e benessere per il grande pubblico www.salutechefare.it. Attivo da oltre vent’anni nel settore della stampa specializzata come Editor di Stampa Medica, Corriere Medico e Doctor Pediatria, lavora a Milano dove si occupa di informazione e divulgazione medico-scientifica su quotidiani e testate a diffusione nazionale del Gruppo Editoriale L’Espresso e di RCS MediaGroup.

 

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