Compiti a casa: arriva il decalogo che aiuta gli studenti

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Che siate “pro” o “contro” i compiti delle vacanze, c’è poco da fare: il supplizio ha inizio!

Ciò che forse non sapete è che esiste un decalogo che regola questa spinosa questione. Il Dirigente Scolastico Maurizio Parodi ha infatti fatto pervenire nelle mani del Ministro e del Sottosegretario del MIUR il decalogo “Regola compiti”.

Il dibattito

L’utilità dei compiti delle vacanze e degli stessi compiti a casa è da tempo oggetto di dibattito sia in ambito scolastico sia tra le fila dei genitori. Già in passato diversi ministri dell’istruzione si sono espressi contrariamente ed istituzioni, genitori, insegnanti e pedagogisti si interrogano da tempo sull’adeguatezza e la quantità del lavoro da svolgere durante il tempo extra-scolastico. Quasi tutti si trovano d’accordo sulla necessità di non sovraccaricare i ragazzi ma per alcuni i compiti andrebbero addirittura aboliti. Sono in tanti a considerarli inutili ai fini dell’ apprendimento.

La questione

Il Dirigente Scolastico Maurizio Parodi, nel contesto della sua iniziativa, sottolinea come non vi sia alcun obbligo di assegnare compiti e nelle uniche occasioni durante le quali il Ministero si è occupato dell’argomento lo ha fatto per consigliare di ridurli e non assegnarli nel fine settimana e durante le vacanze. Detto questo è evidente che la materia forse avrebbe bisogno di essere regolamentata, in ottemperanza all’art.31 della Convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. In questo articolo si stabilisce che, per ogni bambino/a e ragazzo/a, debba sussistere “il diritto al riposo ed al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età…”.

 

Bambino che fa i compiti

 

Il decalogo

Nel decalogo si stabilisce che i docenti che decidono di assegnare compiti a casa debbano tassativamente impegnarsi a correggerli tutti ed a tutti, cosa che spesso sembra non accadere, con enorme frustrazione degli alunni. I docenti che decidono di assegnare compiti si impegnano inoltre a preparare adeguatamente gli studenti affinché siano in grado di svolgerli in maniera autonoma. Ai compiti svolti non deve essere assegnato alcun voto e non possono essere “recuperati” sacrificando la ricreazione, alla quale gli studenti hanno diritto. Secondo Parodi, i compiti non svolti durante i periodi di assenza (es. per malattia) non devono essere recuperati e la giustificazione del genitore per il mancato svolgimento dei compiti deve essere acquisita evitando reprimende o punizioni.

Nelle classi tempo pieno sarebbe bene non assegnarne: le attività didattiche devono esaurirsi nelle 8 ore di forzata immobilità e concentrazione. I docenti che decidano di assegnare compiti pomeridiani verificheranno, preventivamente, che non richiedano un impegno giornaliero massimo che superi:

– 10 minuti nelle classi prime della scuola primaria

– 20 minuti nelle classi seconda e terza

– 30 minuti nelle classi quarta e quinta

– 40 minuti nelle classi prime della scuola secondaria di primo grado

– 50 minuti nelle classi seconde

– 60 minuti nelle classi terze.

Infine, non possono essere assegnati compiti nel fine settimana e durante i periodi di vacanza o sospensione delle lezioni dato che agli studenti deve essere permesso di ricrearsi.

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