Quanti pesticidi ci sono nella frutta e verdura che mangiamo?

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Un’indagine della associazione dei consumatori francesi UFC – Que Choisir su 150 campioni fra fragole, mele, pere e uva da agricoltura convenzionale e biologica provenienti da diversi paesi europei tra cui l’Italia, ha dimostrato la presenza di una quantità allarmante di pesticidi. L’indagine ha messo in luce che lavare o sbucciare la frutta non basta ad eliminare o ridurre sensibilmente il rischio. A dimostrazione del fatto che la quantità di pesticidi che si trovano in frutta e verdura convenzionale non va assolutamente sottovalutata.

 

Il test

Spesso sottovalutiamo la quantità di pesticidi, erbicidi, additivi chimici ed i trattamenti a cui sono sottoposti frutta e ortaggi. Il test di laboratorio condotto da Que Choisir ha rilevato la presenza di oltre 500 pesticidi: solo la frutta certificata biologica ne è risultata priva. Sulla frutta non biologica è stato rinvenuto un cocktail di residui chimici potenzialmente nocivi per la salute.

Quali sono gli alimenti più a rischio

Stando al test condotto, l’uva biologica è stata valutata positivamente, al contrario dell’uva da coltivazione convenzionale che è il frutto con maggiori residui di pesticidi. A seguire le fragole, le pere e le mele. Secondo l’ultimo rapporto pubblicato dall’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) sui residui di pesticidi negli alimenti nell’Unione Europea, il tasso di superamento dei pesticidi rispetto ai limiti di legge è leggermente variato rispetto ai monitoraggi precedenti. In particolare è aumentato quello ritrovato su fragole, cavolo cappuccio e uva da vino. Invece è diminuito su pesche, lattughe, mele e pomodori.

 

Ragazza che guarda il cellulare con sorpresa

 

Quali sono i rischi

Ogni pesticida utilizzato sulle colture necessita di un periodo di attesa prima della raccolta, che differisce in base al pesticida utilizzato ed alla coltura.I prodotti alimentari diventano sicuri per il consumo solo dopo la scadenza del periodo di attesa. Se la frutta e la verdura si raccolgono prima del termine del periodo di attesa, è probabile che abbiano un livello più elevato di residui pericolosi per la salute.

 

Cosa possiamo fare

Spesso lavare sotto l’acqua corrente e sbucciare la frutta non basta. Molti dei pesticidi utilizzati nelle coltivazioni sono infatti studiati per penetrare nella pianta (e quindi nei frutti). Vengono applicati direttamente sul seme o nel terreno e sono persistenti anche dopo il lavaggio poiché non solubili in acqua. In generale però la superficie della buccia trattiene la maggior parte dei residui di pesticidi motivo per il quale possiamo comunque rimuoverli.  Esistono diversi modi per ridurre tali contaminanti.

  1. Strofinarli in acqua fredda con una spazzola morbida
  2. Usare il bicarbonato di sodio. Lavare le mele con una miscela di bicarbonato di sodio e acqua all’1% è più efficace nel rimuovere i residui di pesticidi.
  3. Sbucciare frutta e verdura. Rimuovere la buccia dalla frutta e verdura contaminata può ridurre significativamente l’assunzione di sostanze potenzialmente tossiche.
  4. Sbollentare i prodotti, esponendoli all’ebollizione per breve tempo e poi raffreddarli in acqua. Uno studio scientifico ha riscontrato una diminuzione di oltre il 50% dei livelli di contaminanti in tutti i campioni di frutta e verdura. Fatta eccezione per le pesche.
  5. Portarli ad ebollizione.
  6. Risciacquare i prodotti con acqua ozonizzata (acqua miscelata con un tipo di ossigeno chiamato ozono) particolarmente efficace nel rimuovere i residui di pesticidi dal cibo.

 

Mangiare sano è sempre più difficile e l’unica arma che abbiamo per difenderci da tante insidie è raccogliere informazioni e aprire gli occhi. Non acquistiamo frutta fuori stagione e non pretendiamo frutta esteticamente perfetta. Dal momento che non tutte le coltivazioni sono certificate biologiche, la conoscenza diretta di chi produce il nostro cibo può essere un’ottima risorsa alternativa. In ogni caso, acquistare prodotti biologici rappresenta un’ottima alternativa per mangiare bene in maniera gustosa.

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