Bridgerton: pettegolezzi e romanticismo

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Lettori di tutto il mondo si sono appassionati in questi anni ai romanzi dell’amatissima serie dei Bridgerton firmati dalla scrittrice americana Julia Quinn. Oggi anche la serie TV, realizzata da Shonda Rhimes (autrice di Grey’s Anatomy e Scandal) per Netflix, sta riscuotendo un successo incredibile.

Rhimes è alla prima collaborazione con Netflix e per l’occasione ha scelto un prodotto davvero particolare: una serie TV in costume che però mantiene intatte le sue cifre stilistiche: romanticismo, personaggi femminili in primo piano e mistero.

La storia

La storia si svolge tra il 1813 e il 1827 e racconta le vita degli otto figli del visconte Bridgerton: il primogenito Anthony, Benedict, Colin, Daphne, Eloise, Francesca, Gregory e  la piccola Hyacinth. In questa prima stagione seguiamo Daphne Bridgerton, interpretata da Phoebe Dynevor, la primogenita in età da marito. Quando suo fratello rifiuta i suoi corteggiatori, il giornale scandalistico dell’alta società londinese, gestito dalla misteriosa Lady Whistledown, diffonde calunnie sulla giovane donna. Daphne deve quindi destreggiarsi tra la sua immagine pubblica e la sua attrazione per il duca di Hastings, scapolo ricercato da tutte le mamme delle debuttanti ma ribelle e tormentato.

 

Perchè se ne parla tanto?

Bridgerton ha debuttato il 25 dicembre 2020 su Netflix. Il trailer ha superato le 600.000 visualizzazioni su Youtube e ne ha ottenute altrettante sugli altri social. L’atmosfera dei castelli inglesi, degli abiti pastello, ma soprattutto i pettegolezzi e gli scandali, hanno subito conquistato un pubblico vastissimo e non esclusivamente femminile. I protagonisti sono ricchi ed attraenti, le loro storie d’amore si scontrano con i codici di condotta dell’ Alta Società ed i pregiudizi dell’epoca Regency. Una serie che conserva gli elementi di fascino di “The Crown” e “Downton Abbey” ma anche la spregiudicatezza e la leggerezza di “Gossip Girl” o “Pretty Little Liars”. Un mix perfetto per un prodotto di sicuro successo. Di Bridgerton piacciono le lotte dei personaggi in cerca di escalation sociale, la determinazione delle donne, anche se cresciute con l’obiettivo di trovare marito. Ma anche i drammi dei giovani nobili e l’onnipresente, misteriosa Lady Whistledown.

 

foto dal profilo instagram di Regè-Jean Page

Il casting

Uno dei motivi per i quali anche chi non ha visto la serie (e non ha interesse a vederla!) ne parla tanto è la scelta fatta per il casting. Bridgerton è una delle prime serie frutto degli accordi inclusivi varati di recente a Hollywood. Accordi nati con l’obiettivo di rendere le produzioni più inclusive, sia per i temi trattati sia nella scelta degli attori. I direttori del casting ora si appoggiano a profili di ogni provenienza, incuranti di eventuali anacronismi. Ne sono un esempio lampante la scelta dell’attrice che interpreta la regina Charlotte (Golda Rosheuvel) o dell’attore che interpreta il duca di Hastings, l’ormai famosissimo Regé-Jean Page.

 

I romanzi di Julia Quinn

Ad ispirare la serie Netflix è la saga, pubblicata tra il 2000 e il 2016, dall’americana Julia Quinn. La serie originale è composta da otto romanzi, il primo dei quali “Il duca e io” è alla base della prima stagione di Bridgerton. Tutti i romanzi sono stati ripubblicati in Italia da Oscar bestseller. Nel corso del 2021 usciranno gli altri cinque libri: ciascuno dei volumi contiene, oltre al romanzo, il secondo epilogo scritto dall’autrice a distanza di anni.

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